BBPR
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BBPR – Distributore aquila Trieste

Nel dopoguerra la società Aquila inizia una forte campagna all’interno della città di Trieste ancora amministrata dal  Governo Militare Alleato. Ripristinata la funzionalità degli impianti, fortemente danneggiati nel periodo bellico, l’attenzione della compagnia si sposta dalle aree produttive all’interno della città. L’obbiettivo è quello di promuovere l’immagine societaria nel tessuto urbano per mezzo dei chioschi delle stazioni di servizio. La ricerca di forme architettoniche affianca l’esaltazione di simboli e immagini della compagnia e permette di guadagnare posizioni strategiche all’interno del tessuto urbano. L’idea iniziale proposta dalla società al Comune per le Rive di Trieste prevede due volumi rettangolari affiancati da un elemento curvo di testa, ruotato di 45° ed orientato parallelamente al senso di circolazione veicolare. L’intero corpo risulta visivamente unitario per mezzo di una copertura curva che abbraccia i tre corpi e su cui si erge il logo della compagnia, l’elemento visualmente dominante. A questa immagine iconica ed immediata lo studio BBPR affianca un raffinato studio sul ruolo urbano di oggetti solitamente esclusi da ogni forma di controllo unitario. “Nel paesaggio urbano acquistano sempre maggior importanza certi organismi architettonici secondari (le edicole per i giornali, i chioschi, i diversi servizi per l’automobilismo). Tutti questi, da una fase di spontanea improvvisazione stanno ora assumendo una fisionomia precisa. Il duplice problema è quello di non perdere quel certo carattere brioso che veniva conferito alla città dal pittoresco incontrollato, mentre si deve profittare degli insegnamenti della tecnica e dell’estetica moderne, le quali concorrono nella determinazione di forme consapevoli ed il più possibile rigorose. A questi principi si ispira il piccolo edificio che abbiamo costruito a Trieste.” Il tema viene affrontato in modo raffinato ed elegante dallo studio BBPR. Il progetto, firmato da Enrico Peressutti, rielabora il progetto originale. I due corpi rettangolari divengono uguali. A questi affiancati da una terzo elemento. La copertura curva viene sostituita da tre volte. Queste sono staccate dai volumi e sorrette da elementi puntiformi. Lo sviluppo seriale si inserisce organicamente nel contesto urbano instaurando relazioni di tipo visuale con la serialità dei fori degli edifici circostanti e con un rimando lirico al magazzino portuale. Il carattere iconico viene mantenuto per mezzo di una trattazione omogenea degli elementi, mentre la dinamicità legata al movimento automobilistico viene elaborata grazie alla “varietà delle prospettive dinamicamente modulate intorno al volume”. 

BBPR – Urban Center Trieste

Gli enti banditori si prefiggono, attraverso questo concorso, di promuovere la realizzazione di un Urban Center per la città e il territorio di Trieste, raccogliendo un insieme variegato di idee e contributi sulle configurazioni spaziali – compositive, distributive e di allestimento – di questa nuova struttura, da collocarsi nell’ex distributore Aquila situato in Riva Grumula a Trieste ideato dallo studio BBPR. Il nuovo Urban Center prenderà il nome di Ernesto Nathan Rogers in segno di omaggio da parte della città natale a una delle più significative personalità dell’architettura italiana del Novecento. L’Urban Center di Trieste, similmente alle esperienze italiane più avanzate, intende configurarsi come uno spazio – fisico e virtuale – di relazione e di scambio tra i diversi “protagonisti” delle trasformazioni urbane e la cittadinanza. La sua principale funzione è quella di acquisire, elaborare e diffondere materiale documentario e informativo sulle trasformazioni fisiche, sociali ed economiche della città e del suo entroterra, importante per comprendere il presente e il futuro di Trieste. Il progetto dell’Urban Center immagina un’attrezzatura articolata, idonea ad accogliere attività e funzioni orientate alla documentazione e alla comunicazione sui progetti e sulle scelte relative alla trasformazione della città e del territorio, nonché al coinvolgimento dei cittadini nella loro formulazione. Il concorso invita sia a valutare il recupero e la trasformazione d’uso dell’edificio, sia a modificare il suo rapporto con lo spazio circostante, oggi mera risultanza di politiche viabilistiche, con l’obiettivo di costruire un luogo attrattivo oltre a farne il catalizzatore di un ambito spaziale complesso collegato alla città, anche nella prospettiva dell’auspicato processo di riqualificazione urbana dell’area di Campo Marzio  conseguente alla dismissione del mercato ortofrutticolo. Nello specifico, la strategia di progetto relativa alla riqualificazione dello spazio aperto, rispettando l’importante direttrice di traffico prospiciente l’edificio dell’ex distributore. Il progetto vuole porsi nello spirito dell’Urban Center: luogo che nasce per riavvicinare i cittadini alla comprensione dei linguaggi e degli scopi dell’architettura e dell’urbanistica.