Cedro
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Cedro

Il cedro è un legno apparentemente poco diffuso nei nostri arredamenti europei. In realtà gli anziani mobilieri ne sapevano fare un uso molto attento e particolare. Il caratteristico profumo lo rendeva adatto per le basi dei cassetti da biancheria, o per i rivestimenti interni di scatole o contenitori. Una ragione d’uso stava anche nel fatto che quel tipico profumo acidulo che piace a noi umani non è affatto gradito ad insetti e parassiti. Ecco perché lungo i paesi posti a sud del Mediterraneo, caldi ed umidi e perciò popolati da infinità di insetti, il cedro ha molta più popolarità che presso di noi.

Il Cedro del Libano ha assunto addirittura una valenza simbolica tanto da essere raffigurato sulla bandiera nazionale libanese. In antichità era un legno nobilissimo, utilizzato dai fenici per costruzioni navali, per le case ed i tempi. Gli egizi, i sumeri, i romani, i greci, insomma tutte le più antiche popolazioni sfruttarono ampiamente il legno tenero, lavorabile, omogeneo e stabile dei cedri che crescevano naturalmente nelle loro terre. Le costruzioni più famose furono il Tempio di re Salomone a Gerusalemme ed il palazzo di Davide.

Gli alberi di cedrus fanno parte della grande famiglia delle Conifere per cui sono imparentati con gli alberi di Pino. Con i Pini condividono il colore abbastanza chiaro, la tenerezza, una discreta stabilità (più del Pino), una facilità di lavorazione e una buona disponibilità.
Le specie di cedro non sono molte e c’è chi sostiene che in definitiva non siano più di due: il Cedrus deodara ed il più famoso Cedrus libani . Il primo ha un legno poco pregiato e perciò poco usato in falegnameria. Il Cedrus libani, si presenta in alcune varietà fra le quali le più note sono la stenocoma , la brevifolia, e la atlantica

Ci sono poi il Cedro da Incenso, il Cedro Spagnolo ed il Cedro Rosso. Il primo possiede un legname molto aromatico e straordinariamente tenero. E’ usato in falegnameria per cassettiere e armadi ma deve la sua fama all’ampio uso che se ne è fatto per la costruzione di matite.
Il secondo è più lontano, dal punto di vista famigliare, dal cedro ma è altrettanto aromatico, stabile e facile da lavorare. E’ un po’ più scuro e può rappresentare una buona alternativa al Mogano.
Il terzo infine ha in comune con i cedri quasi solo il nome visto che non è nemmeno aromatico ed è più adatto agli esterni che agli interni. Poi, il Cedro Rosso, è segnalato come uno dei legni a severo rischio estinzione.

I mobili realizzati con questa essenza lignea, fanno una bella figura in arredamenti chiari sebbene il legno accetti tutti i trattamenti di finitura. Finiture troppo “pesanti” finirebbero però col limitare l’emanazione naturale di questo legno davvero seducente.

Il cedro del libano non è molto durevole all’esterno e può ammaccarsi con una certa facilità.

La variante spagnola, invece, ha una buona durevolezza e, nel complesso, ha pochi difetti. Questo lo ha reso un legno a rischio “estinzione”. Il grande sfruttamento che ne è stato fatto ha superato il ritmo di crescita delle piantagioni.

Se si pensa al cedro unicamente in termini di “tenerezza” del legno dovrei ammettere che è piuttosto costoso rispetto al Pino o all’Abete. Il valore aggiunto costituito dal profumo e dall’esotismo che pervade tutti i manufatti in cedro, vale però quel piccolo costo aggiuntivo.