Geomag
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Geomag

Geomag è un gioco di costruzioni magnetiche. In origine il gioco era composto da una serie di barrette, dotate di due magneti alle estremità (in lega di neodimio) collegati da una spina metallica (sovrastampata con polipropilene), e sfere metalliche ricoperte di nickel (oggi le sfere non contengono più nickel): sfruttando il magnetismo per collegare barrette e sfere, era possibile creare strutture di dimensioni potenzialmente infinite. Inventato e brevettato dall’italiano Claudio Vicentelli nel maggio del 1998, è attualmente prodotto dalla Geomagworld SA nello stabilimento di Novazzano, in Svizzera.

Invenzione

Nel maggio del 1998 Claudio Vicentelli, tecnico esperto di applicazioni a magneti permanenti e ideatore del prodotto, deposita il 1° brevetto relativo al circuito magnetico e il marchio Geomag (di cui sviluppa il logo con caratteri a cerchi concatenati).

Il brevetto definisce un particolare circuito ottenuto dall’accoppiamento di barrette (ognuna costituita da due magneti alle estremità collegati da una spina metallica) e sfere metalliche, che garantisce alte prestazioni con il minimo impiego di materiale magnetico (molto costoso).

Nell’Agosto dello stesso anno, Vicentelli concede la licenza di produzione e commercializzazione mondiale del gioco a una società Italiana, la Plastwood s.r.l.

È in questo ambito che Vicentelli mette a punto la tecnologia in grado di garantire alle barrette magnetiche costanti tolleranze centesimali, indispensabili per mantenere alti standard prestazionali.

Sviluppo

Il momento di svolta nell’evoluzione del progetto è arrivato quando Vicentelli, mettendo a punto il design dell’oggetto con l’obiettivo di ottenere il miglior rapporto tra forza di attrazione magnetica e peso, ebbe l’intuizione di abbandonare l’iniziale forma “a mattoncino” per passare al sistema di barrette e sfere.

La scelta permise non solo di mantenere più alto il rapporto tra forza magnetica e peso-costo di ogni unità ma rese anche possibile uno sviluppo del progetto e una sua conseguente commercializzazione in tempi relativamente brevi.

Ricerca

Scelta la forma più funzionale, la successiva fase di sviluppo del giocattolo vide protagonista la ricerca e lo studio dei materiali per le varie componenti: oltre alla scelta dei magneti permanenti, complessi calcoli sul diametro di barrette e sfere permisero di ottenere l’accoppiamento di due barrette sulla stessa sfera con angoli inferiori a 60° condizione necessaria alla realizzazione di figure triangolari alla base del gioco.

La scelta dell’impiego di materiale plastico per rivestire le barrette, seppur di difficile messa a punto, consentì di alleggerire le singole unità (lo spessore è di pochi decimi di millimetro) garantendo allo stesso tempo una rigidità sufficiente a sostenere le figure tridimensionali di volta in volta create.

Un altro aspetto che Vicentelli descrive come “fondamentale” nella buona riuscita del progetto riguarda la protezione delle componenti dall’ossidazione e dai continui sfregamenti.

Messe a punto tutte queste soluzioni, Vicentelli si concentrò sull’ottimizzazione delle stesse: si passò a sfere più piccole e più leggere, a un minor uso di plastica per i rivestimenti, il tutto accompagnato dalla ricerca costante dell’incremento del rapporto forza/peso/costo a parità di prestazioni.