Torre dei Masserano Biella
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Introduzione

Il tema di questa tesi di laurea è la valutazione dello stato di danno di un edificio a torre sito nel comune di Biella. La campagna diagnostica ha avuto lo scopo di verificare l’effettivo stato della struttura e fornire un’attendibile quadro conoscitivo dei meccanismi di danno in atto. La torre è posta a cavallo tra due palazzi e quindi legata strutturalmente a entrambi. La campagna diagnostica di prove in sito ha avuto lo scopo di fornire ulteriori dati qualitativi e quantitativi sulla condizione della struttura. Il progetto delle indagini, in base ai dati raccolti nelle fasi precedenti, ha individuato le tipologie di prove più adatte agli obiettivi fissati e i punti più significativi dove effettuarle. I risultati ottenuti, uniti alle conclusioni derivanti dalle precedenti fasi di indagine, hanno permesso di ipotizzare lo stato di danno della torre ed i suoi possibili meccanismi di collasso.

Il borgo

La torre dei Masserano fa parte del complesso di edifici formato da Palazzo La Marmora e Palazzo Ferrero, antiche dimore che dal borgo medioevale del Piazzo si affacciano sulla città bassa di Biella. “Piazzo” è il nome dato alla parte alta della città, 480 m di altezza rispetto al livello del mare, di origine medioevale, che si distingue da quella più moderna che sorge ad un livello più basso e che è contraddistinta con il nome di Biella Piano. Posto su una collina a ovest rispetto al centro città – a cui è unita da una funicolare aperta nel 1855 – il Piazzo è tuttora il cuore storico di Biella.

I due palazzi

Palazzo La Marmora, storica dimora della famiglia Ferrero della Marmora, è un complesso organizzato attorno a cinque cortili e fabbricati di epoche diverse e un grande giardino affacciato sulla città sottostante. Caratteristica principale del palazzo è infatti l’arretratezza dei corpi di fabbrica rispetto al filo della collina, che ha permesso la creazione di un grande giardino a terrazza riparato ma aperto verso il paesaggio circostante. Bisogna aggiungere che il palazzo, così come si presenta ora, non è il frutto di un progetto unitario bensì è il risultato di una serie di annessioni e trasformazioni derivanti da acquisti fatti tra il XV-XVIII secolo da parte dei Ferrero La Marmora. Tutte queste modifiche nel corso del tempo hanno portato al complesso che è possibile ammirare oggi. Sul lato destro del giardino vi è un porticato a doppie colonne chiuso da vetrate apribili ed arricchito da un esemplare centenario di Ficus Repens, che lo decora con festoni e campane, mentre il corpo frontale, il più antico, custodisce diverse sale affrescate ed sovrastato da una torretta quadrata. Sul lato opposto del giardino si trova invece la torre detta “dei Masserano”, unita al corpo di fabbrica di Palazzo Ferrero. La complessità dell’articolazione interna non si rispecchia all’esterno dove la simmetria del settecentesco prospetto principale, che si snoda per quasi settanta metri lungo il Corso del Piazzo, tende ad unificare l’intera facciata. Dal 1988 Palazzo La Marmora è aperto al pubblico e ospita cerimonie, eventi culturali e visite guidate. Palazzo Ferrero, oggi proprietà del Comune di Biella, è invece un edificio più compatto, composto da un unico blocco diviso in quattro lati di due piani con un cortile quadrangolare interno su cui si aprono alcuni loggiati e un piccolo giardino retrostante oggi adibito a parco pubblico.  Appartenuto ai principi Ferrero di Masserano, passò in eredità ai La Marmora che nel 1864 lo affittarono per usi idroterapici. Nel 1912 fu acquistato dal Comune che ne fece un convalescenziario militare. Il palazzo è stato oggetto in questi ultimi anni di un importante intervento di restauro volto all’insediamento di nuove funzioni di carattere collettivo.

La torre dei Masserano

Dall’analisi delle fonti storiche si è potuto osservare come la torre non abbia subito nel corso del tempo grandi trasformazioni.  In linea generale sembra che la struttura portante ed i prospetti esterni, non siano stati sottoposti a rilevanti modifiche dalla fine del XV secolo, periodo al quale si fa risalire la costruzione. I documenti indicano un precedente edificio sopra il quale sarebbe poi sorto palazzo Ferrero, tracce di questa diversa struttura sono ancora oggi visibili sulla muratura del prospetto nord. Non è ancora possibile stabilire in che modo la torre sia stata realizzata rispetto a queste preesistenze e se da esse abbia preso origine la sua particolare conformazione. La struttura interna è stata invece sottoposta ad alcuni cambiamenti, come confermato dalle piante risalenti al XIX secolo, a conseguenza dei cambi di destinazione d’uso del palazzo che da residenza nobiliare si trasforma prima in tintoria poi in stabilimento idroterapico e per ultimo in convalescenziario militare. Questo fatto sembra  abbia portato all’utilizzo della torre come vano scala e disimpegno tra i vari piani dell’edificio, così come testimoniano le diverse aperture tamponate che si aprivano sui vari livelli del palazzo. La breve analisi storica qui riportata ha avuto inoltre come obiettivo quello di scoprire se le due parti della torre, quella a pianta quadrata inserita nel palazzo e quella a base ottagonale in elevato, fossero il risultato di due distinte fasi costruttive. Dalle fonti consultate, tuttavia, non risulta nulla a conferma di questa ipotesi, anzi, le fonti sembrerebbero invece indicare che la struttura, cosi come appare oggi, sia il frutto di un progetto unitario.

 

Interpretazioni sui degradi

Il quadro fessurativo ha posto in risalto come la torre sia soggetta a fenomeni strutturali innescatisi da molto tempo. Bisogna tenere in considerazione, inoltre, che la Torre dei Masserano non è una torre “libera”, ovvero, con una struttura architettonica svincolata da qualsiasi altro edificio limitrofo, ma è vero l’opposto, essendo per buona parte vincolata a Palazzo Ferrero. Come tale vincolo si sviluppi non è stato possibile approfondirlo ma è certo che la torre non può essere ricondotta ad uno schema statico-strutturale di “mensola” pura. E’ evidente che il cambio di geometria che da quadrata si evolve ad ottagonale è caratteristica di una serie di considerazioni che vale la pena prendere in considerazioni quali ad esempio:

  • La Torre dei Masserano per circa un terzo del suo sviluppo è ammorsata a Palazzo Ferrero, ma come si sviluppi tale ammorsamento non è noto
  • Nel punto in cui la torre dei Masserano muta di geometria in pianta (da quadrata ad ottagonale) si svincola dal palazzo assumendo, da questo punto in poi, struttura di mensola
  • La parte superiore ottagonale si appoggia a quella sottostante mediante degli archi voltati che scaricano gli sforzi di compressione alle murature sottostanti
  • Il martinetto piatto singolo condotto al piano interrato sulla parete sud ha riscontrato valori inferiori alle aspettative. E’ possibile constatare come al livello interrato le murature perimetrali non presentino un quadro fessurativo rilevante, mentre fuori terra le lesioni hanno natura considerevole. Il pilastro nell’interrato presenta un quadro fessurativo piuttosto grave, presumibilmente dovuto a sforzi di compressione. Il confinamento del terreno si reputa possa intervenire a contenimento delle spinte laterali delle murature perimetrali del piano interrato dovute agli sforzi di compressione. Laddove tale apporto dato dal terreno è assente gli sforzi agenti sulle murature e, quindi anche sul pilastro, vengono esternati tramite il quadro fessurativo analizzato.
  • E’ stata documentata la presenza di catene e capichiave ai piani inferiori nella porzione a sezione rettangolare per contenere le deformazioni date dalla snellezza della torre, ma se queste catene operino veramente non è stato possibile determinarlo. Alcune catene sono o annegate nella muratura o si innestano in quella di Palazzo Ferrero.

Proseguendo con le considerazioni, il rilievo del fuori piombo ha posto in risalto un fenomeno di non perfetta verticalità. La torre è soggetta ad un fuori piombo di circa 12 cm verso sud-est con conseguente ridistribuzione dei carichi che si trasmettono alle murature e al pilastro centrale. Nello specifico il rilievo con il filo a piombo, e la conseguente verifica con la Stazione Totale, hanno dimostrato che l’inclinazione verso sud-est corrisponde ad una pendenza verso valle dove è collocato il muro di contenimento del terrapieno, posto nel giardino esterno di Palazzo Ferrero. L’area appena descritta è la stessa che, da fonti dirette, risultava caratterizzata dalle vasche per la idroterapia le quali, sono state una delle possibili cause di  dissesto idrogeologico date le cospicue perdite di liquido a cui erano soggette, interessando infine anche le fondazioni di quella specifica porzione di terreno. A tal proposito si ipotizza che le infiltrazioni di acqua avvenute nel corso dei decenni abbiano alterato la compattezza di tutta l’area caratterizzante il terrapieno sul quale sia la torre che Palazzo Ferrero poggiano. Notevoli fessure sui paramenti murari a perimetro della proprietà testimonierebbero tale ipotesi. Il rilievo del quadro fessurativo ha posto in evidenza situazioni differenti tra interrato e fuori terra. In particolar modo, si vuole focalizzare l’attenzione sulla muratura sud di ingresso al piano interrato localizzata nel cortile di Palazzo Ferrero caratterizzata da un reticolo di fessure molto sottili tipiche di sforzi sulla muratura dovute a schiacciamento. Al contrario sul proseguo della medesima parete al piano interrato dove sono stati condotti i martinetti singolo e doppio, tale fenomeno non è riscontrabile dato, il presumibile, apporto di confinamento del suolo circostante. Ciononostante dove tale contributo è assente, le lesioni sono presenti: un esempio sono le condizioni nelle quali versa il pilastro centrale al livello interrato della torre, oppure il notevole quadro fessurativo rilevato fuori terra nelle porzioni quadrata e ottagonale. Appare evidente come, sia il quadro fessurativo che la geometria del paramento, incida anche sulla qualità delle tessiture murarie rilevate con la prova sonica. Le diffuse lesioni sottili del paramento sud al piano terra hanno infatti rilevato una tessitura muraria interna di compattezza inferiore rispetto a quella evidenziata sul medesimo paramento al piano interrato mentre la prova condotta a cavallo della nicchia del pilastro all’ingresso dei locali accessibili dal cortile di Palazzo Ferrero, hanno mostrato una densità più elevata. ciononostante è doveroso segnalare che il punto in cui è stata condotta tale prova è stato considerato il migliore alla base del pilastro al piano interrato, infatti le notevoli lesioni al livello inferiore avrebbero potuto non consentire risultati valutabili . Infine, la campagna diagnostica di monitoraggio delle fessure ha posto in risalto come alcune lesioni seguano un andamento ciclico in concomitanza con l’alternarsi delle stagioni e quindi con le conseguenti variazioni termiche. Alcune fessure apparentemente “ferme” hanno invece rilevato movimenti per scorrimento.