Villa della Regina Torino
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Obiettivo progettuale

Nel 2009 la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte ha promosso un concorso internazionale per lo studio all’interno del compendio storico di Villa della Regina Torino di un edificio da destinare a uffici e servizi al pubblico della Residenza. Sono due gli obiettivi principali:

  • ricucire la ferita architettonica e ambientale nel lato nord della proprietà; 
  • dotare la Villa dei locali per servizi al pubblico e custodia. 

La previsione di costruire una manica edilizia, destinata alle attività di accoglienza, sicurezza e servizi e a contenere “ingombranti” volumi tecnici su un’area occupata fino al 1962 dal fabbricato denominato Palazzo Chiablese, non si pone infatti come un intervento di ricostruzione ma come completamento del progetto di restauro finalizzato a svolgere un importante ed imprescindibile ruolo funzionale ed estetico per il recupero complessivo del Compendio demaniale di Villa della Regina. Si intende riproporre il ruolo compositivo, paesistico e scenografico di una quinta architettonica che i rilievi e la documentazione antica e moderna, grafica e fotografica attestano affidando al fabbricato funzioni
altrimenti non collocabili nella delicata situazione ambientale ed architettonica se non a prezzo di gravi sacrifici.  Infatti sia la Villa sia i giardini non possono contenere i volumi oggi necessari alla realizzazione degli impianti e servizi indispensabili per una corretta gestione di un moderno ed attrezzato edificio aperto al pubblico in una zona non direttamente servita da strutture quali bar e ristoranti e librerie. L’ipotesi progettuale, recepite le dimensioni e la funzionalità dei percorsi antichi di accesso, consentirà al tempo stesso il conseguimento delle seguenti finalità:

  • ricomposizione scenografica dei giardini a parterres; 
  • idonea localizzazione dei servizi di accoglienza sia per il pubblico museale sia per chi frequenterà il Centro di Documentazione (biglietteria, controllo accessi, bookshop, caffetteria e piccolo ristorante,  guardaroba, piccola sala attesa con proiezione filmati e supporti didattici interattivi), e i locali per il servizio di custodia (camera di regia del corpo di guardia con spogliatoi e servizi dedicati); 
  • adeguato completamento della relativa localizzazione dei vani impiantistici. 

L’ipotesi progettuale dovrà garantire inoltre:

  • una accessibilità, controllata e strategica, alle parti auliche ed ai giardini anche senza impegnare l’edificio principale utilizzato dalla Istituzione museale e dal Centro di Documentazione; 
  • la possibilità di leggere i giardini ed il paesaggio urbano nelle ulteriori prospettive consentite dai nuovi percorsi.

Progetto Villa della Regina Torino

Intento del progetto è quello di richiamare nel nuovo edificio l’aspetto legato al passato agricolo e produttivo della Residenza: tale scelta nasce dal fatto che il fabbricato in progetto si affaccia sulla collina della vigna ed è collocato sull’area un tempo occupata dalla citroneria. L’idea vuole quindi valorizzare ciò che attualmente la villa offre, non solo dal punto di vista architettonico e artistico, ma anche produttivo e didattico: ospita infatti le attività del Centro di Documentazione per le attività di studio e i laboratori storico-didattici legati al giardino e prossimamente sarà interessata dal rilancio dell’attività vinicola del vigneto. La proposta si fonda sull’aspetto “agricolo e produttivo” caratteristico della Residenza e dei giardini e suggerisce un fabbricato che richiama gli elementi e le tecniche costruttive tipici del contesto: ciò che caratterizzerà il nuovo edificio sarà quindi la pietra, intesa come unico elemento della tecnica costruttiva “a secco”. Gli aspetti legati al tema della vigna sono essenzialmente due:

  • l’utilizzo della pietra per la caratterizzazione del volume;
  • la sistemazione degli spazi interni secondo livelli differenti all’interno del fabbricato, con l’intenzione di richiamare la tipologia agricola dei terrazzamenti collinari, tipici della zona di insediamento.

Il nuovo corpo di fabbrica si colloca nel contesto paesistico, non come un volume da “osservare”, bensì come “belvedere” sul paesaggio circostante: in copertura viene offerta una panoramica a 360° verso il parco della Villa della Regina, il vigneto e la città di Torino. Il fabbricato si inserisce funzionalmente nel complesso in qualità di ingresso e accoglienza dei visitatori verso Villa della Regina, andando ad insediarsi sull’area un tempo occupata dal Palazzo Chiablese, che costituisce un “vuoto architettonico”, una ferita, all’interno di un contesto densamente articolato. Si presenta come una stecca di 22 x 45 m, di altezza 7 m, con piano della copertura alla stessa quota del camminamento sopra alla manica per permettere il prolungamento dei percorsi panoramici. La soluzione architettonica scelta è caratterizzata da un volume semplice e ortogonale ai fabbricati preesistenti, che ricalca il sedime dell’ex Palazzo Chiablese e incorpora all’interno del perimetro i volumi esistenti (vincolanti) delle centrali tecnologiche e dei servizi igienici. La copertura del nuovo fabbricato ricuce un percorso visuale e panoramico inserito nella rete orizzontale e verticale dei camminamenti tra i vari livelli del giardino, in particolare quello al di sopra della nuova manica di collegamento e la salita a nord dei giardini, verso il Belvedere.